BIBLIOTANA
Il rifugio per lettori incompresi


Titolo: La passione ribelle
Autore: Paola Mastrocola
Editore: Laterza
Anno: 2015
Pagine: 160
Quando lo studio diventa rivoluzionario
Dopo aver concluso l’ ultima pagina di questo saggio, non mi sono sentita più così sola e incompresa. Ho pensato subito: “Allora c’è qualcuno che ama studiare e stare chino sui libri proprio come me!”. Epifania. Folgorazione sulla via di Damasco.
Solo una scrittrice come Paola Mastrocola riesce a dipingere un’ immagine così nitida dello studioso ribelle. Chi studia, oggi, è un rivoluzionario. Non si parla più da nessuna parte di studio nel senso letterale del termine: apro il libro, leggo, sto ferma a capire e ad assorbire ciò che leggo e a farlo mio, infine espongo in modo chiaro e originale quel che ho letto e assorbito. Questo è studiare, ma (ahimè) ormai non lo fa più nessuno. Tutto ci è stato già dato da internet, Google, Wikipedia. Cosa si studia a fare se con un click tutto il sapere è a portata di mano?
Tuttavia, questo meraviglioso testo ci fa andare in profondità col pensiero: è vero che pigiando un tasto puoi avere a portata di mano qualsiasi concetto, termine o personaggio tu stia cercando, ma nessuno può fartelo amare, nessuno può darti collegamenti o sviluppi inaspettati del tuo pensiero, della tua etica o della tua morale. Solo tu, lettore o studioso, puoi farlo. Leggere e assaporare le parole di una poesia o un romanzo e percepire l’ influenza che questi hanno sulla tua quotidianità sul tuo stare nel mondo.
Oggi la vita è in movimento, dobbiamo sempre fare, andare, scappare, e il tempo per lo studio e per capire chi siamo veramente ci scivola di mano.
Anche se faticherò molto, cercherò sempre di aggrapparmi a quella libertà di stare ferma, sola, scollegata dalla società per immergermi nelle acque profonde di una cultura che, persino a scuola, ci viene negata.
Fatene un passaparola.

Titolo: Matrescenza
Autore: Lucy Jones
Editore: Laterza
Anno: 2023
Pagine: 315
Dall' essere donne all' essere madri
Se una vostra amica, mostrandovi il test di gravidanza positivo tra le mani, dovesse chiedervi: E ora? Cosa faccio? Quale libro, saggio o manuale mi dirà cosa mi succederà veramente da adesso in poi? Voi datele questo: Matrescenza di Lucy Jones.
Premettendo che la vostra amica neomamma non avrà assolutamente tempo per leggerlo nel primo anno di vita del suo figlioletto, potete consigliarglielo come lettura appena potrà avere un attimo di respiro per sé.
“Matrescenza” è un termine che richiama la parola “adolescenza”, ossia il passaggio dall’ infanzia all’ età adulta. “Matrescenza” è, invece, il passaggio dall’ essere donna all’ essere madre e coinvolge tutte le sfere del nostro Io, da quella fisica a quella mentale.
Questo libro, per me, è stata una liberazione espressiva poiché mette in luce tutte le verità nude e crude su cosa REALMENTE significa fare la mamma.
Nel corso preparto, nelle pubblicità, nei film o nelle interviste a personaggi famosi, viene mostrata una maternità edulcorata, tutto fiocchi e bomboniere, la madre che allatta calma e tranquilla mentre il bebè la guarda calmo e sereno, la meravigliosa forma fisica postgravidica sfoggiata dalle attrici o dalle donne di successo, un dovere quello di tornare come si era prima altrimenti vieni additata come una madre a cui non le importa nulla di stare nel mondo. Per la salute, dicono. In realtà, solo ora incomincio piano piano ad apprezzare il mio bacino largo e il seno prominente – come la chiama l’ autrice, una forma matronale.
La matrescenza porta spesso con sé malattie mentali e depressione, ciò che la società occulta, un tabù che non deve essere nominato perché ora sei responsabile di una piccola vita e DEVI essere d’ esempio, sempre pronta ai bisogni, attenta alle richieste del tuo bebè per confortarlo, nutrirlo e calmarlo. Tutto questo, per molte madri, costituisce una situazione gravosa e talvolta insostenibile.
L’ unica cosa che possiamo fare per alleggerire il carico è parlarne e confrontarci con altre madri schizzate come noi. Mostrare al mondo intero il reale trauma del parto con tutte le sue conseguenze a livello fisico e mentale, spesso dovute ad ostetriche con poco tatto ed empatia inesistente.
L’ abbandono nella solitudine che molte puerpere provano una volta rientrate dall’ ospedale, dal momento che il marito ha solo dieci miseri giorni di congedo parentale, è per loro devastante e la società dovrebbe iniziare a creare reti di supporto, dialogo, aiuto pratico e concreto nell’ accudimento del neonato e nella cura della casa.
Leggete questo libro se siete madri o padri, o anche se non lo siete ma avete a cuore il futuro di questa società. Un grido d’ aiuto davanti alla solita frase sulla denatalità sbandierata nei Tg e sui quotidiani. È ora di fare un passo nuovo.